MAFIA ROMA: DI LELLO, ALFANO QUESTA VOLTA FACCIA PULIZIA


Marco Di Lello, Segretario Commissione Antimafia

On. Marco Di Lello, Segretario Commissione Antimafia

Roma, 9 DIC – “Dal ministro Alfano, memori di quanto avvenuto nel caso Ablyazov e nei pestaggi degli operai della AST, oggi ci aspettiamo più chiarezza e forte volontà di fare pulizia fino in fondo”.

È quanto afferma il capogruppo del PSI a Montecitorio, Marco Di Lello, che il 21 novembre scorso era alla guida di una delegazione del Migration Committee dell’Internazionale Socialista al CARA di Mineo, in una interrogazione al ministro degli interni.

“Più si scava – prosegue l’esponente socialista che è membro della Commissione antimafia – più emerge il groviglio di interessi e malaffare che ruotava attorno ai personaggi del Mondo di Mezzo. È inquietante, ad esemio, che Odevaine sedesse al Tavolo di coordinamento nazionale del Ministero dell’Interno per le libertà civili e l’immigrazione che gestisce le politiche di accoglienza predisposte dal nostro Paese.

Le ramificazioni dell’inchiesta raggiungono la Campania e la Sicilia. In quest’ultimo caso, difatti, coinvolgono anche il Consorzio Caltino Terra d’Accoglienza, ente attuatore del CARA di Mineo, il più grande d’Europa per richiedenti asilo, con al centro della vicenda Luca Odevaine, consulente del Consorzio. Curiosamente è lo stesso che in passato ha avuto una serie di incarichi di prestigio nelle amministrazioni della Capitale, che faceva parte della Commissione che ha deciso l’ultima gara di appalto – 97 milioni – per la gestione dei servizi del CARA vinta, lo scorso luglio, dagli stessi gestori negli ultimi tre anni con una sola offerta “valida” e un ribasso di appena l’uno per cento.

E se in Sicilia gli affari della malavita romana si sono dedicati al filone milionario degli immigrati, in Campania – prosegue Di Lello in una seconda interrogazione al ministro dell’Ambiente – erano interessati a un’altra miniera d’oro, quella dei rifiuti.

Nel consiglio d’amministrazione della società affidataria dell’appalto per la bonifica della discarica di Giuliano, la più pericolosa della Campania perché ospita veleni di ogni tipo, tra i membri del CDA sembra essere coinvolto Luigi Lausi oltre a Riccardo Mancini che, in diversi periodi, è stato sia consigliere di amministrazione che presidente della società.

Alla luce di queste notizie, di pubblico dominio, e in attesa delle indagini che potrebbero solo peggiorare la gravità dei fatti, – conclude Di Lello – i ministri interessati potrebbero forse cominciare a verificare il meccanismo stesso della perversa e perenne ‘logica emergenziale’ e la regolarità delle gare di appalto, casomai cominciando subito con l’annullarle”.

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