Giustizia, Marco Di Lello, dichiarazione di voto


Grazie Presidente, onorevoli colleghi, onorevole Ministro, i socialisti apprezzano la sua relazione e la replica di pochi minuti fa. I progressi a cui lei faceva riferimento sono evidenti e i numeri lo confermano: quasi un 20 per cento di detenuti in meno e un 6 per cento di procedimenti pendenti in meno. E il dato più positivo è che sono figli, non di provvedimentiuna tantum, ma, come ricordava prima, di riforme strutturali, di misure alternative, decarcerizzazione, snellimento procedurale. Eppure, molta strada è ancora da fare. Oggi, come lei ha sottolineato, dopo la guerra dei vent’anni è finalmente possibile farla questa strada. E abbiamo molto apprezzato il suo richiamo al pensiero di Beccaria che due secoli e mezzo fa sottolineava la vera funzione della pena e soprattutto la sua proporzionalità. A noi socialisti piace ricordare anche il monito di quell’altro grande illuminista, che pur aveva una relazione epistolare con Beccaria, ossia Voltaire, che dalle strutture carcerarie misurava il grado di civiltà di una nazione. Strutture dove far lavorare i detenuti, anziché consentirne i suicidi. E se è vero come è vero che la popolazione carceraria è scesa, è altrettanto vero che quasi il 40 per cento di quei 53 mila detenuti sono oggi cittadini in attesa di giudizio. Onorevole Ministro, 20 mila cittadini che la Costituzione ritiene innocenti sono oggi, mentre noi parliamo, in carcere, per colpa nostra, per colpa di un sistema che troppe volte consente lungaggini e inefficienze inaccettabili e troppe volte utilizza la custodia cautelare come una forma di anticipazione della pena. Occorre, dunque, con coraggio intervenire su questo strumento, come è giusto varare la riforma sulla speciale tenuità del fatto. Attenzione, però, a rincorrere invece la vulgata populista sul terreno dell’allungamento dei tempi della prescrizione. Le inefficienze dello Stato non devono e non possono mai, dico mai, ricadere sulla pelle dei cittadini, come lo stesso Beccaria ci ha insegnato. Anche in questa chiave sono benvenute le sue parole sulla responsabilità civile per dolo o negligenza inescusabile dei magistrati. La ragionevole durata del processo e il ragionevole tempo per perseguire l’autore di un reato sono due principi che i socialisti considerano inattaccabili nell’ottica di un ordinamento degno di un Paese civile. Così come un Paese civile non può continuare a tollerare ancora oggi quei lager definiti OPG, dove cittadini malati possono arrivare a trascorrere anche vent’anni in condizioni disumane senza che nessuno si ricordi più neanche perché sono lì. Sappia, onorevole Ministro, che noi voteremo contro ogni ipotesi di ulteriore slittamento del termine di chiusura.

  Così come apprezziamo molto, invece, il lavoro che si è iniziato a fare, come auspicato in una risoluzione proposta dai socialisti e votata in quest’Aula, per evitare il passaggio nei CIE di cittadini extracomunitari che hanno saldato il loro conto con la giustizia, evitando così a loro un ulteriore periodo detentivo e all’erario un ulteriore costo. E sul punto non posso che auspicare che il FUG venga ricondotto per intero nella disponibilità del Ministero della giustizia, magari riuscendo a renderlo più efficiente nella gestione e più redditizio nei profitti da reinvestire, così come più efficiente e più redditizia può e deve essere la gestione dei beni confiscati alla mafia.

  Come previsto nella legge di stabilità, il FUG consentirà ai tirocinanti di svolgere il proprio in servizio fino al prossimo 28 febbraio. So di non dover convincere lei, onorevole Ministro, ma una giustizia efficiente ha bisogno di personale efficiente e un sistema efficiente non è solo garanzia di equità per i cittadini, ma è anche un fattore di sviluppo economico. Processo telematico, divorzio breve, nuovo ruolo dell’avvocatura, tribunale delle imprese, tutte riforme utili che abbiamo condiviso, ma tali per funzionare da presupporre personale di cancelleria, ufficiali giudiziari, stenotipisti, amministrativi. L’ho ascoltata quando ha ricordato la procedura di mobilità per oltre mille lavoratori. Siamo certi che sia la scelta giusta attingere al personale in esubero dalla provincia e magari rinunciare a quei quasi tremila precari che invece lo Stato ha formato a proprie spese, che portano avanti con passione e dedizione il loro lavoro quotidiano, e che oggi si trovano, nonostante ordini del giorno e risoluzioni votati da quest’Aula, senza futuro ? Possibile che al Ministero dell’economia e delle finanze nessuno se ne renda conto ? So di parlare, concludo, ad un Ministro attento e dunque confido che saprà trovare una soluzione, così come sono certo che in sede europea porterà avanti un impegno per la superprocura, magari spiegando ai Paesi membri dell’Unione europea che la mafia non è un problema solo italiano, come conferma la scia maleodorante del denaro sporco, ma una grande questione europea. E per questi motivi i socialisti voteranno convintamente a favore della risoluzione per l’approvazione della sua Relazione.

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