Interrogazione dell’On. Marco Di Lello su paventata chiusura SELEX


Interrogazione a risposta scritta

presentata da

On. Marco DI LELLO

DI LELLO. – Al Ministro dello Sviluppo Economico, al Ministro dell’Economia e delle Finanze.   –  Per sapere –

premesso che:

  • in un’intervista, dello scorso 6 febbraio, l’amministratore delegato di Finmeccamica, Mauro Moretti, ha affermato che: “Nel giro di un paio d’anni Finmeccanica nel processo che la porterà a focalizzarsi sui settori core ridurrà almeno 3000 dei suoi 54mila dipendenti”. Che il gruppo versasse da anni in una situazione di grave difficoltà era cosa nota ma, sino allo scorso anno era sembrato che il progetto di risanamento del gruppo si incentrasse, sostanzialmente, su un piano di dismissioni e di cessioni di interi comparti produttivi, quali Ansaldo Breda, Ansaldo STS e Ansaldo Energia, orientando gli interventi al rafforzamento del settore difesa, privilegiandolo rispetto a quello civile;
  • il progetto di risanamento del gruppo Finmeccanica, di indubbio rilievo su scala nazionale, ha però un impatto di enorme portata per l’intero meridione e per la regione Campania in particolare, ove risultano situate importanti aziende del gruppo: tra queste la Selex ES, con gli stabilimenti di Giugliano e Bacoli-Fusaro operanti nei settori dell’alta tecnologia delle comunicazioni satellitari e nell’elettronica per la difesa delle telecomunicazioni. Le parole dell’A.D. di Finmeccanica hanno destato forti preoccupazioni, tra i dipendenti e nell’opinione pubblica in merito al presente e al futuro delle aziende. Lo stesso Moretti, inoltre, illustrando il suo piano, ha affermato la necessità di eliminare «i rami secchi» riducendo lo spreco in denaro interno alle industrie nazionali paventando la possibile chiusura dell’azienda di Giugliano con trasferimento della produttività nella sede di Fusaro il cui stabilimento si trova nei pressi di Bacoli;
  • nelle strategie, dunque, rese note dal “management” del gruppo, non solo non risultano progetti di valorizzazione delle pur pregevoli realtà industriali esistenti in Campania, né tanto meno risulta previsto il rilancio di quelle attività che, pur in attuale crisi, potrebbero fattivamente concorrere al superamento della crisi dell’intero gruppo Finmeccanica anzi, addirittura, se ne paventa la chiusura;
  • infatti, con riferimento alla Selex ES-Selex Electronic Systems, le attività della società hanno visto un progressiva crescita, fra il 2000 e il 2013, tanto che all’atto della fusione, nel 2013, tra le società Selex ES, Elsag e Galileo, lo stabilimento campano di Giugliano, per quanto riguarda il settore logistica risultava coinvolto in tutte le attività industriali di Selex-SI, con un ruolo di “prime contractor” con tutti i clienti istituzionali (Esercito, Aeronautica e Marina);
  • l’impianto industriale di Fusaro, le cui attività spaziano dall’industrializzazione al collaudo di sistemi radar, alla progettazione software e sistemistica per integrazione, ha già subito gravi perdite a seguito del piano di riassetto del 2013 con un forte ridimensionato l’organico che ha fatto perdere, in termini di occupazione, oltre un quarto della forza lavoro e che oramai è vicino alla soglia critica per il corretto funzionamento dei processi;
  • infine, in entrambi gli stabilimenti risulta presente una qualificata componente ingegneristica, impegnata, fra l’altro in attività di ricerca sulle nuove tecnologie applicate, in collaborazione con il mondo universitario e con il settore del controllo del traffico aereo;
  • le scelte, dunque, del gruppo Finmeccanica, se confermate penalizzeranno irrimediabilmente territori già strutturalmente deficitari di realtà produttive, inoltre, si andrebbe a compromettere ulteriormente la già fragile sostenibilità economica della regione a favore del crimine organizzato che, nelle pieghe della crisi economica e sociale, allarga sempre di più i suoi tentacoli;
  • considerato il ruolo centrale che anche il presidente della Repubblica, nel suo discorso di insediamento, ha espressamente assegnato alla soluzione degli squilibri economico-sociali, tutt’ora esistenti tra il Sud e il resto del Paese, nel quadro della ripresa economica nazionale, del superamento del forte tasso di disoccupazione, della crescita delle produzioni e degli scambi nazionali e internazionali, sembra che le affermazioni dell’A.D. di Finmeccanica vadano in una direzione completamente opposta e negativa.

Si chiede di sapere:

  • quali notizie, in merito a quanto esposto in premesse, con riferimento alla paventata chiusura delle aziende campane risultino ai Ministri interrogati;
  • se e quali azioni concrete il Ministro dell’Economia in qualità di azionista di riferimento di Finmeccanica, nell’ambito delle proprie competenze, intenda porre in essere affinché, nell’ambito delle nuove strategie industriali si vada nella direzione dello sviluppo e del rilancio produttivo dei settori e degli stabilimenti esistenti in Campania i quali costituiscono una risorsa strategica irrinunciabile per il Mezzogiorno e per l’intero Paese;
  • quali iniziative i Ministri interrogati intendono adottare al fine di salvaguardare i livelli occupazionali delle società del gruppo presenti in Campania valorizzandone al contempo la professionalità, la capacità di innovazione e la ricerca che fanno di queste aziende delle realtà produttive all’avanguardia nel campo dell’innovazione tecnologica.

 

 

On. Marco Di Lello

 

 

 

 

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