Marco Di Lello: Question Time su HP Pozzuoli


 

– Signora Presidente, l’interrogazione riguarda lo stabilimento Hp di Pozzuoli. Nasce nel 1990 a Caserta; aveva circa 450 professionisti assunti nell’anno 2000, poi si è assestato intorno a 300 unità, ultimamente il declino, con una diminuzione costante. Attualmente il numero di addetti è di poco inferiore ai 200.
Stiamo parlando di un ruolo di creazione di software, di elaborazione di tecnologie che oggi rappresentano il fiore all’occhiello nel campo dell’information and communications technology nel nostro Paese. In quel sito si producono le applicazioni che oggi utilizza il MIUR, il Ministero della giustizia, l’Inail, banche, assicurazioni, Enel, INPS. Questa chiusura e cessione del ramo d’azienda sta creando molta apprensione tra i lavoratori. Quindi chiediamo alla Ministra se sia a conoscenza dei fatti e se sia stato attivato presso il Ministero il tavolo di crisi richiesto dalle organizzazioni sindacali unitariamente.

– Ministra dello sviluppo economico. in merito alla questione che riguarda Hp enterprise services Italia, posta dall’onorevole Di Lello, rispondo che siamo ben consapevoli del valore rivestito da quest’azienda per l’economia campana. Lo stabilimento di Pozzuoli fa parte di un gruppo che conta diverse sedi in Italia tra Torino, Milano, Roma, Bari e Napoli, nelle quali operano 1.860 persone, ricoprendo certamente un ruolo importante nel settore dell’information technology nazionale. Si tratta di un settore in grado di assicurare anche un impatto positivo sulle performancedi tutta la nostra industria manifatturiera, con un incremento del 3,3 per cento del fatturato per le imprese esportatrici e un incremento del 2 per cento per quelle non esportatrici (questi sono dati e stime Istat). La sede di Pozzuoli impiega oggi 171 addetti, molti dei quali sono stati protagonisti della storia della nostra informatica e rappresentano delle risorse preziose per il Paese.
Quindi io posso già anticiparle e confermarle che per il giorno 20 luglio, prossimo venturo, è stato convocato il tavolo di confronto, relativo alla situazione dell’intero gruppo Hp, nell’ambito del quale si analizzerà naturalmente nello specifico la situazione della sede di Pozzuoli. In questa sede la direzione aziendale Hp si è resa disponibile ad informare evidentemente i partecipanti al tavolo, rispetto alle criticità, ma anche alle possibili soluzioni rispetto alla complessa vicenda di Pozzuoli. Quindi le posso confermare che naturalmente è nostro interesse non perdere questo pezzo importante della storia economica anche del nostro Paese. La convocazione del tavolo consentirà, mi auguro, come già in molti altri casi è successo, di intraprendere una strada utile per risolvere questa problematica.

– Signora Presidente, signora Ministra, io mi dichiaro soddisfatto per la risposta, perché tradisce un impegno che mi pare davvero convinto da parte del Governo.
Come lei ha ricordato prima, la preoccupazione è mossa dalla circostanza che qui non siamo di fronte all’ennesima crisi dell’industria manifatturiera, che paga un prezzo alla congiuntura economica internazionale. Qui siamo nel campo, appunto, della new economy e dei software, dunque della produzione intellettuale, di quella fondata sul talento e sulla creatività, quelli che dovrebbero essere i punti di forza del nostro made in Italy e ancor più del Mezzogiorno d’Italia, perché lì possiamo pensare di potere creare ancora più ricchezza puntando sull’immaterialità, atteso anche il deficit infrastrutturale che invece esiste. Lì noi possiamo pensare di costruire una scommessa per il futuro, un futuro di sviluppo di questa parte del nostro Paese.
Perciò, al di là davvero del destino personale di 130 famiglie, che pure vivono e insistono in un’area che è già fortemente colpita dalla crisi economica, ritengo questa come una vicenda, appunto, paradigmatica. Proprio su questo terreno non ci possiamo consentire di perdere altre posizioni.
Perciò, senza volerci in alcun modo esprimere su Matic mind, sulla società che acquisisce il personale e il ramo d’azienda, di cui non conosciamo il piano industriale, magari potendo contare – me lo auguro davvero – anche sul ruolo della regione Campania, che negli ultimi anni, invece, è stata troppo spesso assente dai tavoli di crisi, io mi auguro davvero, ma le parole della signora Ministra sono incoraggianti in questa direzione, che il Ministero dello sviluppo economico voglia spendere ogni azione possibile per salvaguardare sia la produzione che i livelli occupazionali.

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